Curiosità sui dolci di Natale

19 dicembre
2019

Buonissimi e ricchi di ricordi: sono i dolci della nostra tradizione ma... conosci le leggende che li accompagnano? Scopriamole insieme!

L’Italia, si sa, è bella e varia e, come sono tanti i paesaggi e i costumi del nostro bel paese, sono molte anche le tradizioni culinarie che, specie nel periodo di Natale, vengono proposte per allietare i palati di grandi e piccini. Ma quanto ne sai sull’origine dei dolci della tradizione? Come sono nati certi sapori? Scopriamo insieme le curiosità dei più famosi dolci natalizi che tra qualche giorno abbelliranno le nostre tavole per il fine pranzo o per la colazione del 25 Dicembre.

 

Panettone

La leggenda legata alla nascita del panettone risale al periodo di Ludovico il Moro - intorno alla fine del XV secolo- quando, per un errore, il cuoco di casa Sforza brucia inavvertitamente il dolce preparato in occasione della Vigilia di Natale. Per ovviare a questo errore ecco che interviene Toni, lo sguattero, che pensa di utilizzare un panetto di lievito lavorato a più riprese con farina, uova, zucchero, uvetta e canditi. Il dolce alternativo piace a tal punto agli Sforza che si decide di dargli il nome dell’inventore e quindi “il pane di Toni” che, nel corso degli anni, si trasforma in Panettone che è ancora oggi uno dei dolci più consumati nel periodo natalizio e non solo a Milano ma nell’intero territorio italiano.

Torrone

Specialità contesa, nelle sue varianti, in molte zone d’Italia anche se la sua tradizione storica lo colloca geograficamente nel sud d’Italia. I tre ingredienti principali del torrone sono le mandorle (o altra frutta secca), lo zucchero e gli albumi. Ma il torrone non è riconducibile solo alla zona del sud Italia anzi: a Cremona si rivendica la paternità (almeno del nome) di questo squisito dolce che risalirebbe al 1441 quando viene confezionato in occasione delle nozze tra Bianca Maria Visconti e Francesco Sforza. Un dolce a cui è stata data la forma della torre campanaria del duomo della città, il Torrazzo, da cui poi deriverebbe il nome del Torrone che tutti conosciamo e apprezziamo oggi.

Panforte

Molto romantica l’origine del tipico dolce natalizio toscano, ricco di spezie e delizioso se gustato anche con del vin santo. Ma cosa ci racconta la storia? La base di partenza è, in realtà, un dolce più povero chiamato Panmelato e preparato sin dal X secolo con solo acqua, farina, miele e frutta per dare sapore all’impasto. Il Panforte nasce accidentalmente e a crearlo è una suora di nome Ginevra che si ritira in convento dopo aver perso l’amato nelle Crociate. Suor Ginevra sta preparando il Panmelato quando da una delle finestre del convento sente e riconosce la voce di messer Giannetto da Perugia, il promesso sposo che credeva morto in guerra e per l’emozione fa cadere nell’impasto del dolce una grande quantità di spezie e pepe. Da allora, constatata la bontà di questo meraviglioso dolce, il Panmelato cede il posto al Panforte che diventa uno dei dolci più amati da tutti nel periodo delle feste.

Buccellato

Altro dolce natalizio questa volta associato alla tradizione siciliana è il Buccellato che, in realtà, è diffuso anche in altre zone d’Italia ma in Sicilia è consumato in particolar modo nel periodo delle feste. Il documento più antico in cui viene menzionato si trova a Lucca e risale al 1485. Il Buccellato è citato in riferimento a un tipo di pane dolce che viene donato dai vassalli ai feudatari. Nel corso degli anni subisce delle trasformazioni e la ricetta iniziale viene modificata fino a trasformarsi nel ricco dolce a forma di corona composto da pasta frolla siciliana decorata con della frutta candita e con un ricchissimo ripieno di fichi secchi, uva passa, mandorle, scorze d’arancia e altri ingredienti che variano a seconda della zona.

 

Roccocò

Tipici della tradizione napoletana, i Roccocò, insieme ai famosissimi Struffoli, non possono assolutamente mancare durante le festività natalizie. Si tratta di biscotti a forma di ciambella e preparati con mandorle, farina, zucchero, canditi e il cosiddetto pisto napoletano (un miscuglio di spezie varie). Ma chi li ha inventati? La tradizione li farebbe risalire alle monache del Real Convento della Maddalena di Napoli che creano queste ciambelline intorno al 1320 che vengono successivamente chiamate con il termine francese Rocaille per via della loro forma che ricorda la decorazione barocca eseguita con pietre, rocce e conchiglie e utilizzate come abbellimento di padiglioni da giardino e grotte. Solitamente vengono preparati il giorno dell’Immacolata ma gustati durante tutto il periodo di Natale.

Pandoro

Amato e famoso tanto quanto il Panettone, il Pandoro è però più “giovane”. Di questo dolce si conosce persino la data precisa della nascita: il 14 ottobre 1884, a Verona, giorno in cui il pasticciere Domenico Melegatti presenta il brevetto di una specialità natalizia al Ministero di Agricoltura e Commercio del Regno d’Italia. Melegatti si ispira a una ricetta del Levà, che le donne veronesi preparano nel periodo di natale, modifica certi passaggi e aggiunge alcuni ingredienti tra cui uova e burro. Il nome Pandoro deriverebbe dall’esclamazione del garzone della pasticceria che, vedendo l’impasto, lo paragona al colore dell’oro. Il Pandoro è molto diffuso da Nord a Sud ed è amato in particolar modo dai bambini.

Cartellate

Tipico dolce pugliese ma anche diffuso lungo la fascia ionica di Basilicata e Calabria, le Cartellate vengono consumate esclusivamente nel periodo natalizio. Preparate con un impasto semi-dolce a base di farina, olio, vino, zucchero e cannella e poi fritte, colpiscono per la forma coreografica. Vengono gustate cosparse di miele, vin cotto o semplicemente di zucchero a velo, si farebbero risalire agli antichi egizi che li donavano ai faraoni. L’etimologia deriverebbe dal greco kartallos, che tradotto significa cesto mentre le fasce che le compongono ricorderebbero quelle che avvolgono Gesù Bambino appena nato. Pur non avendo una leggenda collegata a questa specialità del sud Italia, è un dolce diffusissimo e preparato da tutti già nel periodo dell’Avvento. 

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